19 dicembre 2016

Il Segreto della Regina Rossa, A.G. Howard | Recensione


Buon inizio settimana!
Come vedete sto cercando di recuperare qualche recensione in arretrato; se fossi furba probabilmente ne lascerei qualcuna per i periodi di "magra" ma a quanto pare mi piace subissarvi di recensioni. 😆
A parte gli scherzi, la recensione di oggi è dedicata all'ultimo libro della saga Splintered!
Come sempre ho cercato di ridurre lo spoiler al minimo ma, essendo un seguito, chi non ha ancora letto i libri precedenti potrebbe trovare riferimenti a questi ultimi.
Se volete sapere cosa ne penso dei volumi precedenti, QUI potete trovare la recensione de Il mio splendido migliore amico e QUI del secondo volume della trilogia, Tra le braccia di Morfeo.


Titolo: Il segreto della Regina Rossa (tit. orig.: Ensnared)
Autore: A.G. Howard
Anno prima pubblicazione: 2015
Edizione Italiana:  Newton Compton, 2016
Serie: Splintered #3
Pagine: 448

Trama: Dopo essere sopravvissuta al disastroso ballo, Alyssa si sente più coraggiosa che mai ed è decisa, nonostante sia una follia, a salvare i suoi due mondi e le persone che ama. Anche se questo significa sfidare la Regina Rossa su un campo minato da trucchi e astuzie, e anche se l’unico modo per raggiungere il Paese delle Meraviglie, ora che la tana del coniglio è chiusa, è quello di passare attraverso lo specchio, una dimensione parallela popolata da pericolosi mutanti. Con l’aiuto del padre, Alyssa affronta così il viaggio verso il centro della magia e del caos alla ricerca di sua madre. Riuscirà, insieme a Jeb e Morpheus, a salvare il mondo dalla distruzione in cui è intrappolato?

Terzo e ultimo capitolo della serie Splintered, iniziata con Il mio splendido migliore amico (titolo che ancorami fa venire l‘orticaria), rivisitazione del classico Alice nel Paese delle Meraviglie.
Il Segreto della Regina Rossa ci porta però in una parte del Paese che ancora non avevamo visto: DovunqueAltrove, un luogo inospitale in cui vengono esiliati i Netherling più pericolosi e in cui non è possibile usare la magia senza incappare in spaventose mutazioni. Alyssa e suo padre vi si recano alla ricerca di Jeb e Morpheus, finiti lì in seguito allo scontro con la Regina Rossa al ballo di fine anno. 
Come nel primo libro della serie, l’ambientazione è senza dubbio il punto forte della Howard che dispiega tutta la sua fantasia nel creare i luoghi del libro, fornendo paesaggi talmente vividi da far sentire al lettore di essere davvero lì. Azzardo a dire che DovunqueAltrove riesce ad essere visivamente più convincente del Paese delle Meraviglie del primo libro, che già avevo adorato. 
Lo stile narrativo si conferma accattivante e coinvolgente, ricchissimo di colpi di scena e di suspense; davvero non vi annoierete leggendo questo terzo libro!

Per quanto riguarda invece i personaggi, apriamo tutto un capitolo a parte. 
Se avete letto le mie recensioni dei libri precedenti sapete che parteggio spudoratamente per Morpheus, che in questo libro matura tantissimo senza perdere le sue caratteristiche peculiari; così come un grosso cambiamento lo subisce Jeb –sì, ahimè...c’è anche lui ed è pure importante nello svolgersi della storia- . 
Alyssa è tutto un altro paio di maniche. Premettendo che non è che mi stesse simpaticissima manco prima, speravo che, in virtù dei rari bagliori d’intelligenza visti nei libri precedenti, arrivasse anche lei a maturare (anzi, soprattutto lei…è la protagonista!!). È vero che in quest’ultimo libro diventa ancora più coraggiosa e determinata nel portare a compimento la sua missione, cioè sconfiggere Rossa e salvare il Paese delle Meraviglie, ma speravo proprio che arrivati a questo punto riuscisse a fare pace col cervello e non fosse ancora così irrimediabilmente divisa tra la sua parte umana e quella Netherling. 
Spoiler!!! Evidenziate le righe seguenti solo se avete già letto il libro o se siete così temerari da voler conoscere come va a finire l’intera saga. 
La cosa che proprio non mi è andata giù è che mentre Morpheus e Jeb alla fine rinunciano a qualcosa di importante per loro, Alyssa alla fine ottiene tutto. In barba a tre libri concentrati sul dover scegliere tra parte umana e parte Netherling, ovvero tra Jeb e Morpheus, alla fine non vi è nessuna decisione di questo tipo e il libro finisce come una soluzione alquanto paracula. Si può dire paracula? Va bè, l’ho detto. Non mi è sembrato affatto giusto e, davvero, mi è parsa una soluzione di comodo da parte dell’autrice. Fatta un po’ per accontentare entrambe le parti. 
Fine spoiler. 
Il Segreto della Regina Rossa sarebbe una perfetta conclusione della saga se non fosse per la parte romance, appunto, e per il finale che, sarò anche drastica, secondo me ha rovinato un po’ tutto. Confesso che ci sono rimasta malissimo perché è davvero un libro ben scritto…con dei co-protagonisti (al di là delle simpatie o antipatie che posso avere nei loro confronti) sfaccettati e ben caratterizzati psicologicamente, con un’ottima trama, ma un finale (e spesso anche una protagonista femminile) non all’altezza di tutto il resto.

Jeb è un'ancora che mi tiene saldamente legata al mio lato umano e compassionevole, ma Morpheus è il vento che mi trascina urlante in cima al precipizio più alto, mi spinge giù e mi osserva volare con le mie ali Netherling.

Protrama e sviluppo, ambientazioni, personaggi secondari
Contro: protagonista femminile non ha una grande maturazione, finale

* VALUTAZIONE *
Libro conclusivo superiore ai due precedenti, avvicente e visivamente suggestivo

* PUNTEGGIO *
8/10



2 commenti:

  1. D'accordissimo con la tua opinione, Elsa! E sì, quella finale è una soluzione paracula, che più paracula non si può >-<"

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    1. Ci sono rimasta veramente male quando l'ho letto!

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