5 aprile 2017

L'ultimo re, Bernard Cornwell | Recensione


Con la recensione di oggi cambio completamente genere rispetto al solito e vi parlo di una lettura che ho terminato all'inizio di Marzo. Il romanzo è L'ultimo re, di Bernard Cornwell, scrittore che praticamente osanno da quando avevo 14 anni e ho letto la serie dedicata ad Artù. D'altra parte, dopo quelli non ho letto nient'altro di suo e il fatto che fossero passati secoli poteva tradursi in un completo cambio di opinione.


Titolo: L'ultimo re (tit. orig.: The Last Kingdom)
Autore: Bernard Cornwell
Anno prima pubblicazione: 2004
Edizione Italiana:  Longanesi, 2006
Serie: Le storie dei re sassoni #1
Pagine: 406

Trama: Terra degli Angli. Anno del Signore 866. Quello che un giorno diventerà il regno d'Inghilterra è ancora una terra divisa in piccoli territori guidati da sovrani barbarici, appena convertiti al cristianesimo. La grandezza di Roma è un ricordo lontano e tra foreste, nebbie e terre spazzate da venti gelati ancora echeggiano leggende di potenti e antichi dèi. E dal mare giungono strane navi dalle polene simili a draghi, le murate ornate di scudi: portano uomini feroci, vichinghi - che significa pirati - guerrieri del Nord, danesi soprattutto. Sono venuti per razziare, uccidere, distruggere ma anche conquistare. Il giovane Uhtred, erede al titolo di aldermanno di Bebbanburg, dopo la morte del padre viene adottato dal re normanno Ragnar: nel giro di pochi anni impara il valore del suo coraggio, apprende a battersi e ad andare per mare, conosce l'amore della selvaggia Brida e diventa per Ragnar come un figlio. Ma l'intrigo, la passione e infine il tradimento riportano Uhtred dal suo vecchio precettore Beocca, che lo presenta all'unico sovrano in grado di opporsi all'orda degli uomini del Nord.


* le voci relative all'edizione italiana e al numero di pagine si riferiscono alla versione che ho letto.

L'ultimo re è un romanzo storico che, attraverso le vicende del persionaggio fittizio Uhtred, ripercorre un periodo importante della storia inglese, quando nel IX secolo i regni inglesi (o meglio, anglosassoni perchè gli antichi regni britannici erano stati, secoli prima, conquistati dai sassoni e i britanni superstiti sopravvivevano solo nel Galles) furono soggetti ad una massiccia invasione da parti di popoli nordici.
Non leggo moltissimi romanzi storici perchè spesso le descrizioni minuziose di questo o quello mi annoiano tremendamente e, piuttosto che saltare pezzi interi, preferisco abbandonare il libro. Bernard Cornwell riesce invece a rievocare un determinato periodo storico con completezza ed esaustività, ma senza risultare pesante e far sembrare il libro più un trattato storico che un romanzo. La geografia politica, i conflitti, le usanze e la vita delle popolazioni dei secoli passati si dispiegano pagina dopo pagina fino a trasportare il lettore in un altro tempo.
Come testimoniato anche da prologhi ed epiloghi alle sue opere, Cornwell è uno che comunque si fa le sue belle ricerche storiche e miscela abilmente personaggi realmente esistiti e fatti realmente accaduti con altrettanta finzione.
Parlando dei personaggi, Uhtred è il narratore e il protagonista della storia: in questo primo libro lo incontriamo ancora bambino e ne seguiamo le vicende fino all'età di vent'anni circa. Tutti i fatti, così come i pensieri e le azioni del giovane, sono da un lato ovviamente raccontati così come sono stati vissuti da un ragazzino e in seguito da un giovane inesperto, ma dall'altro sono anche visti e proposti attraverso una lente più matura, dato che è presumibilmente un Uhtred in là con gli anni a raccontare la sua storia.
Attorno a Uhtred si dispongono poi tutta una serie di personaggi che, in questo primo libro, ancora non ho trovato finemente caratterizzati come ricordo fossero quelli della serie di Artù, ma mi aspetto lo siano nei prossimi libri.

Sicuramente ho dimenticato di parlarvi di qualche altro aspetto, ma quello che posso dirvi è che L'ultimo re è un romanzo che merita di essere letto (e riletto): vi farà conoscere un pezzo di storia e appassionare così tanto alle vicende e ai personaggi da aver bisogno di qualche giorno per tornare alla realtà...almeno fino al libro successivo.

Così partimmo per la guerra. Navi sul Temes, in pieno inverno. Scafi che scivolavano accanto a distese di friabili giunchi, salici spogli e ontani nudi. Remi bagnati che scintillavano nella pallida luce solare. Sulle prue delle nostre navi si ergevano le teste di animali, per placare gli spiriti della regione [...].

La serie consta attualmente di dieci volumi (non sono riuscita a capire se il decimo sia effettivamente l'ultimo o ne siano previsti altri), di cui gli ultimi due sono per ora inediti in Italia: mi pare però che Longanesi li stia pubblicando con una certa regolarità (l'ottavo della serie è uscito da noi proprio il mese scorso) quindi, ecco, non mi preoccupo per un'eventuale serie interrotta. Considerando poi che l'autore in questione non è un Pinco Pallino qualsiasi.

Prostoria avvincente, personaggi interessanti, quadro storico ben descritto
Contro: -----------

* VALUTAZIONE *
Il primo libro di una saga che promette benissimo

* PUNTEGGIO *
9,2/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)



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