22 giugno 2017

Time Deal, Leonardo Patrignani | Recensione

Buongiorno Cercatori!
Dovevo pubblicare questo post ieri ma, tra una cosa e l'altra, ho dovuto rimandare. Diciamo anche che diversi episodi di Blindspot mi hanno distolto dal terminare la recensione!
Ora però sono attenta e concentrata e posso parlarvi di una delle mie ultime letture, un romanzo distopico uscito il 13 di questo mese per De Agostini, o meglio DeA Planeta Libri, il nuovo marchio nato dalla fusione con il gruppo editoriale Planeta.




Titolo: Time Deal  
Autore: Leonardo Patrignani 
Edizione: DeA, 2017 
Pagine: 480 
Genere: distopico 







Trama
Ci sono promesse che non possono essere mantenute. Come quella che Julian ha fatto ad Aileen. Era solo un bambino quando l’ha vista per la prima volta, e se n’è innamorato perdutamente. Da quel momento ha giurato che non l’avrebbe lasciata mai. Che sarebbe rimasto con lei per sempre. Ma si può davvero promettere per sempre? Non in una città come Aurora. Una metropoli schiacciata da un cielo plumbeo e soffocata dall’inquinamento, in cui l’aspettativa di vita è scesa drasticamente. Almeno fino all’arrivo del Time Deal, un farmaco in grado di arrestare l’invecchiamento cellulare. Nessuno ne conosce i possibili effetti collaterali, solo qualcuno immagina quali possano essere le conseguenze morali e sociali. La città è divisa in due: da una parte chi insegue ciecamente il sogno della vita eterna, dall’altra chi invece rifiuta di manipolare la propria esistenza e preferisce che il tempo scorra secondo natura. Julian è tra questi ultimi. Ma Aileen non ha avuto scelta: figlia di un noto avvocato, che finanzia da sempre la casa farmaceutica del Time Deal, è stata sottoposta al trattamento. Finché qualcosa va storto. Aileen inizia ad accusare disturbi della memoria, e poi sparisce nel nulla. Julian però è disposto a tutto pur di ritrovarla. E di regalarle il loro per sempre.


Il primo aspetto che colpisce del romanzo è sicuramente l'ambientazione: in seguito ad una guerra nucleare la Terra è diventata un ambiente tossico e inquinato, devastato e spopolato. L'isola di Aurora è l'unico luogo vivibile del Pianeta e la popolazione è ormai da generazioni autosufficiente e in totale isolamento. Scienza e tecnologia si sono inoltre evolute a tal punto da creare un farmaco contro l'invecchiamento, il Time Deal.

In questo scenario si muovono i protagonisti del romanzo, Aileen e Julian, appartenenti a due classi sociali diverse e divisi anche per quanto riguarda il rapporto nei confronti del Time Deal: la prima è infatti figlia di due importanti avvocati e ha assunto il Time Deal quando aveva quindici anni, mentre il secondo è un operaio con una sorellina a carico, fermamente contrario al farmaco anti-invecchiamento.
La storia d'amore tra i due, così solida e cristallina, è probabilmente l'unico punto fermo in un mondo in cui la verità non è sempre quella che si vede o che viene proposta.
I personaggi secondari poi, sono di quelli che si fanno ricordare a lungo, in particolare Stan e Miry. Quest'ultima, nonostante la breve apparizione, ha subito avuto la mia simpatia ed, ecco, sono un po' in ansia per le sue sorti. Ditemi che c'è un seguito.
Degli antagonisti (sì, al plurale) ve ne cito solo uno: Daniel Werner. Un cattivo secondo me iconico: dall'apparenza perfetta e controllata, visionario, senza scrupoli, privo di empatia o calore umano.

«Il falco è una specie di animale antico. Un uccello.» 
«Che cos'è un uccello?» 
«Un animale che vola.» 
Sara alzò gli occhi al cielo. «Come gli insetti?» 
«Sì, ma molto, molto più grande.» Julian le scompigliò i capelli. «Prima della guerra, tantissimi anni fa, ce n'erano di tutti i tipi, e il falco era uno di quelli più affascinanti.» 
«Sono morti tutti?» 
«Temo di sì, tesoro.» [...] 
«Magari stanno solo svolazzando da qualche altra parte del mondo» sorrise Sara.

Ma Time Deal, oltre a proporre una storia ricca di colpi di scena, tocca diverse tematiche interessanti e sempre attuali, offrendo non pochi spunti di riflessione.
Innanzitutto il dilemma giovinezza vs vecchiaia, la promessa di una vita che non conosce malattie e senilità. Un argomento complesso, che mi fa pensare alla paura di invecchiare e al desiderio di apparire sempre giovani e scattanti, tipici dell'epoca in cui viviamo.
Ma il fatto che sessantenni conservino l'aspetto di adolescenti, oltre ad essere decisamente fuorviante quando s'incontra qualcuno, non è anche una specie di maschera? E, a lungo andare, non rende tutti uguali e standardizzati? 
A questo tema si intreccia poi il secondo, di natura più politica, che mi ha ricordato vagamente 1984 di Orwell. Quanto potere può avere un'azienda che, senza alcuna concorrenza, arriva a rendere i propri prodotti indispensabili alla popolazione? E si rende tale creando innanzitutto un gruppo di eletti che si vede garantiti lavoro, assistenza medica e trattamenti preferenziali in tutti i campi della società e della giustizia, in modo da spingere, di fatto obbligare, il resto dei cittadini ad unirsi ad essa.
Un quadro che ho trovato terrificante, anche perché affatto assurdo o improbabile. Rimanere sani e giovani, una vita praticamente eterna: a che prezzo dal punto di vista del libero arbitrio?

«Avevamo fatto di tutto per mettere in comunicazione ogni angolo della Terra» rispose ad un certo punto, una nota di rassegnazione nel tono caldo e profondo. «Di permettere alle persone di avvicinarsi, di far parte di un'immensa rete di relazioni. Col risultato di renderle ancora più distanti, schiave di una realtà illusoria popolata da versioni digitali di noi stessi. Dell'immagine che volevamo dare di noi, al posto di ciò che eravamo davvero»

Non sarei io, però, se non vi parlassi di alcuni aspetti che non mi hanno convinto, per fortuna molto piccoli e probabilmente più legati ai miei gusti da lettrice che ad oggettive debolezze del testo.
Vi ho illustrato brevemente i due protagonisti, parlandovi in termini positivi della loro storia d'amore. Tuttavia, a parte apprezzare questo elemento, i due in sé non mi hanno catturato più di tanto. Diciamo che, in generale, mi sono sentita più partecipe alle vicissitudini degli altri personaggi.
Un altro piccolo appunto riguarda invece la narrazione in sé e il fatto che, in diversi casi, mi è parso che si dicesse troppo. Alcune riflessioni, secondo me, potevano essere tranquillamente saltate e lasciate alla mente del lettore.
Probabilmente, in assenza di queste due "pecche", avrei dato una votazione più alta ad un romanzo che si legge con vero piacere, ben scritto (e senza refusi!), con una storia appassionante e che dà il via a parecchie riflessioni.

Protrama avvincente, ricca di colpi di scena. tematiche.
Contro: non mi sono affezionata particolarmente ai protagonisti

* PUNTEGGIO *
9/10

 (punteggio minimo: 5 - punteggio massimo: 10)


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